2/14/2009

WORLD PRESS PHOTO Che delusion!

Che il fotogiornalismo stesse andando verso la direzione del declino, ormai si era capito. Lo si è capito dagli scempi che quotidianamente fanno certi editori pubblicando certe foto manipolate ad hoc per girare la ragione a questa o a quella parte politica. Oppure per la sempre più drammatica situazione che i fotogiornalisti vivono dal punto di vista della libertà di fotografare le notizie, specie in Italia. Volendo continuare si potrebbe fare un elenco infinito di problemi che rendono difficile questo lavoro e che lo stanno portando all'estinzione completa. Crediti non pubblicati, tariffe da fame, appunto manipolazioni delle fotografie, pagamenti ritardati, contratti con agenzie che spesso di giornalistico non hanno nulla etc etc. Però quello che mi si è posto davanti ieri, mentre guardavo le foto premiate al World Press Photo mi ha fatto capire che forse il degrado del fotogiornalismo sta invadendo anche l'estero. La selezione di foto vincenti che la giuria del WPP ha presentato quest'anno racchiude un gran numero di foto bellissime, dalla guerra in Georgia, il terremoto in China, le Olimpiadi, le storie quotidiane di tutti i giorni in Italia e nel mondo che certi fotografi riprendono e catturano con piglio giornalistico spiccato. Proprio questo piglio giornalistico, in certe selezioni di quest'anno ma pure nelle selezioni dell'anno scorso, a mio modesto punto di vedere la cosa non c'era. Mi riferisco per esempio alle foto dei soldatini giocattolo che rivisitano le foto icona delle fotografie di guerra. Bene, la mia cultura, il mio bagaglio professionale, proprio non mi permettono di capire cosa ci fosse di giornalistico in quelle foto che secondo me andavano bene se presentate in un concorso di arte moderna. Ancora non arrivo proprio a capire il piglio giornalistico delle foto scattate nelle baraccopoli messinesi, che sì, si sono foto belle, ma a mio avviso poco hanno a che fare con ciò che si definisce giornalismo. Insomma, a Messina ci sarà stato qualcuno che quelle case le abitava, oppure un rigolo di fogna che attraversava il "villaggio" o dei bambini che vi giocano tra le sue vie. Fotogiornalismo, sempre secondo il mio punto di vista significa raccontare notizie che illustrino una certa condizione di vita, una certa situazione politica, un essere ed uno stare che in quelle foto non c'erano. Condivisibile o no, questo è quello che penso. Con tutto il rispetto per i colleghi che hanno scattato quelle foto, penso proprio che le selezioni del WPP abbiano deluso quest'anno più dello scorso e del precedente ancora. Per questo penso che anche giudizi di questo genere siano segno di forte degrado del nostro mestiere spacciato per un nuovo modo di vedere il fotogiornalismo che a tutti i costi deve essere modernizzato.

12/23/2008

... AND THEN MARRY CHRISTMAS FOR ALL

MY LITTLE ANGELS

As someone asked me to post some new photos of my 2 kids Mario and Matteo, now I do it.

The first one is Mario during a Christmas school recital
The secon one is my second child Matteo, Mad Matt for friends, a little bored during his brother performance.

9/25/2008

TUTELA DEL LETTORE? BLA BLA BLA BLA!!!!

Quarta giornata di Campionato di Serie A, tra le tante partite, ieri sera c'è stata Reggina Milan.
Non molti fotografi in campo, circa una quindicina, ma tutti concentrati sull'attacco del milan in entrambe le frazioni di tempo della partita. Succede che il Milan entra in campo con la seconda maglia, cioè quella bianca e la Reggina con la classica divisa amaranto. Accade anche che il gol di Pato, quello che conclude la partita viene ripreso da tutti i fotografi che erano in campo, chi più chi meno ha avuto l'opprotunità di fotografare un bel tiro, e seguente esultanza. Il mitico Corrierone, per fortuna (non che il danno fosse minore) la versione on line del Corriere della Sera, pubblica la gallery del Campionato e quando si arriva alle foto della partita in questione ecco cosa si vede:


Un tiro di Pato, simile a quello che ha effettuato ieri sera. Peccato però che il Milan ha giocato con la maglia bianca e non con quella a bande rosse e nere.
A confermarlo c'è la foto successiva, che ritrae il gol di Corradi nella porta del Milan e chiaramente si vede che i giocatori del Milan indossano una casacca BIANCA E ROSSA.


Ora, a parte che ancora una volta i fotografi non contano niente, ma la così tanto desiderata tutela del lettora, che l'ordine dei giornalisti mette sempre in primo piano dove è andata a finire?

6/28/2008

Assen Moto Gp

It's my first time covering a Moto Gp championship. I am to assen now, ready, tomorrow, to come beck home. As This is the first time in a Moto Gp coverage I don't have a Pit Lane accreditation but for all the rest of the track. I don't think it's going bad! and you my dear readers?









6/17/2008

Sempre più in salita

Libertà di stampa, quella sconosciuta...

Non so quanto sia giusto correre dei rischi, non so neanche se chi li corre questi rischi sia poi così deputato ad assumerseli, fatto sta che se dietro c'è una testata, un giornale o un'agenzia, chi rappresenta queste entità sul territorio, deve fare di tutto per riportare la
VERITÀ e metterla a disposizione del lettore.

Accade che a
Papanice, provincia di Crotone, un fotografo va a fare il suo lavoro, cioè fotografare delle scritte inneggianti un boss mafioso ucciso dalla 'ndrangheta alcune settimane fa. Durante lo svolgimento del lavoro un'auto con a bordo dei criminali si ferma, gli occupanti lo afferrano e lo costringono a salire sulla vettura. I malviventi lo conducono presso uno studio fotografico, e lo costringono a cancellare tutte le foto che aveva scattato, poi lo minacciano di morte e poi lo rilasciano.

E' una strada sempre più in salita. Fare il
fotogiornalista è un lavoro che da fastidio e sempre più, che sia in Iraq o a Papanice, a Roma o in Sudan, il target primario siamo sempre noi, che veniamo sempre minacciati, ostacolati, a volte picchiati ed uccisi senza che nessuno faccia niente per riconoscere ciò che definisce tale un lavoro: i DIRITTI.

Non so quanto il fotografo rapito percepisca mensilmente dalla testata presso la quale lavora, "Il quotidiano della Calabria", posso dire però, visto che ho lavorato presso di loro per un anno e mezzo, che io prendevo 1021,00 euro mensili. Vale la pena?

4/21/2008

The second son

To have a second child is a llittle different from the first time.
When I was waiting for Mario, I remember I couldn't wait to see him. I was realy in love for Mario before he was born.
The second time has been a little different for me.
I was really very happy to know of my second child, I am very happy to have him, I love him, but I don't feel how I was with Mario. I don't know if problems of my last period have influenced my mind, may be I have been busy with other thoughts as the job that in this period is not so good, my daddy health problems, my new house problems, but I don't feel as the first time.
Could someone of you, friends and readers tell me how do you feel your self when your second child was born?
BUT: How promised I want to post some better pictures of Matteo. I want to introduce you the Condorelli's because my family is really wonderful now.
Good luck!